mercoledì 4 maggio 2011

Aspettando



Sto aspettando il volo per rientrare da Bogota a Madrid, quante cose mi passano per la testa, quante non ho raccontato qui ma vissuto. In primis i bambini della Boquilla curati dalla associazione Casa Italia, le loro speranze, la loro voglia di vivere nonostante tutto e con una luce che possa mostrare che una vita diversa, dalla miseria che vivono giorno dopo giorno, possa esistere. Visto che rientro in patria anche per vedere di costruire una rete di aiuto in loro favore penso che sarà tema di prossimi post.
Poi come non ricordare Cartagena, gli incontri con Nohelia e il suo Ivan, Massiel, Zuleima, Jessenia , Leidy, Ana Milena e Anggie, senza contare la signora Rosy e il generale Pino e gli altri nella associazione di cui ora non ricordo il nome (la vecchiaia sta facendo strage di neuroni e la memoria sta facendo cilecca) o l’incontro con il sig. Fabian, sempre così gentile e cordiale con me da anni, che mi garantisce ogni volta che la sua casa è la mia casa e la sua famiglia è la mia (infatti per me Nohelia è come una sorella e sono stato contento di vederla con il fidanzato, gran bravo ragazzo). Senza poi contare Marcela qui a Bogota, la sua mamma, le sue sorelle o Johnsy con i suoi amici ciclisti con Ruben e gli altri o, e speravo proprio incontrarlo, Fabian neo papà che sento, lui anche si dice lo stesso, mio “primo” (cugino).
Sicuramente ho dimenticato qualcuno in questo elenco sconclusionato ma è stato un periodo pieno di incontri, di relazioni, nuove o approfondimento di vecchie amicizie. Qui mi sento a casa ma credo di averne motivo. Un paese così pieno di contraddizioni e violenze è però anche un paese dal grande cuore dove non mi sono mai sentito solo, anzi, il tempo non bastava mai e c’era sempre qualcosa da fare, da vedere, qualcuno da incontrare.

Rientro a casa con la convinzione che qui ritornerò, troppe persone, troppe situazioni , troppe avventure solo accennate e da terminare, cose da comprendere e conoscere. Ancora troppe curiosità a cui devo dare risposte.
Mi viene in mente la pubblicità che la Colombia sta facedo per ricostruire la sua immagine nel mondo (molto degradata per il narcotraffico e la guerriglia) dove il motto è “Colombia es passion”
La frase conclusiva dei video recita


“El riesgo es que te quieras quedar”
“Il rischio è di non volersene andare”

Questo è ciò che penso anche io . . . non è un rischio . . . è una realtà!
Non vorrei andarmene

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